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Allex Aguilera

Stage Director

worldwide exclusive
Biography highlights

Allex is a leading stage director working with first class collaborators to bring remarkable ideas on stage. 

 

Allex will direct a new production of Otello for Opera de Monte Carlo with Gregory Kunde, Maria Agresta and George Petean, with D. Callegari in the pit.

 

Among his productions as director we can highlight Carmen (also sets)for Teatro Municipal de Rio de Janeiro; Don Giovanni for Teatro Verdi Trieste; Yerma (also sets & costumes) for Festival Amazonas of Opera in Manaus, Brazil; Pagliacci for Opera de Monte Carlo with Marcelo Alvarez and Leo Nucci; Lucia di Lammermoor (also sets & lights) in Lima with Jessica Pratt; Tristan und Isolde for Les Arts Valencia with Zubin Mehta.  Allex also directed a semi-staged Der fliegende Holländer at Palau de la Música in Valencia. 

 

He directs Plácido Domingo in Die Walküre in La Fura dels Baus production, with Zubin Mehta conducting and broadcast live to several cities in Europe. Also with La Fura dels Baus he collaborates in the staging of the opera "Les Troyens" with Valery Gergiev. He revives the opera "Turandot" by Puccini in the production of Chen Kaige, in Monte Carlo Opera. 

 

Allex revived Die Walküre and Siegfried for Teatro de la Maestranza, Seville, in the production of La Fura dels Baus; Die Walküre with Zubin Mehta in Valencia. A Summer Night’s Dream for Teatro Massimo, Palermo; Don Giovanni for ABAO. 

 

After his studies of musicology and classical singing in Geneva’s Conservatory of Music, he works as stage manager and assistant director in the Grand Théâtre de Genève with stage directors such as Robert Lepage, Daniel Schmid, Robert Carsen, Benno Besson and Francesca Zambello. He moves to Barcelona, Spain, to undertake studies of cinema direction. He directs theatre and works as assistant director in the opera-movie "Amahl and the Night Visitors" by Giancarlo Menotti, directed by Francesca Zambello for the BBC. 

 

He then joins Opera de Paris where he works as assistant stage director in operas such as Guillaume Tell, Zambello; Le Nozze di Figaro (Giorgio Strehler); Die Fledermaus (Coline Serreau); Peter Grimes (Graham Vick) and Capriccio (Robert Carsen). Allex also collaborated for Théâtre du Châtelet, La Grande Duchesse de Gerolstein directed by Laurent Pelly. 


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Upcoming

April 2019
2115:00

Verdi - Otello - Stage Director

Opéra de Monte-Carlo

Daniele Callegari, Conductor

2420:00

Verdi - Otello - Stage Director

Opéra de Monte-Carlo

Daniele Callegari, Conductor

2720:00

Verdi - Otello - Stage Director

Opéra de Monte-Carlo

Daniele Callegari, Conductor

3020:00

Verdi - Otello - Stage Director

Opéra de Monte-Carlo

Daniele Callegari, Conductor

Opera de Monte Carlo - Pagliacci

"En deuxième partie, le public a littéralement exulté pour le très « vériste » Pagliacci de Ruggero Leoncavallo créé au Teatro Dal Verme de Milan le 21 mai 1892 : si le premier acte montre les comédiens de cette troupe dans la vraie vie, le second déclenche, après un intermezzo articulé autour du grand air « Vesti la giubba », le meurtre réel enchâssé dans une pièce de théâtre jouée devant deux publics, celui du livret et nous-mêmes. Pagliacci bénéficie à ce titre d’une double structure, renforcée par la mise en scène voyeuriste d’Allex Aguilera — l’envers du décor et les coulissent s’offrent au regard du spectateur —, des décors en ce sens de Rudy Sabounghi, des costumes de Jorge Jara et des lumières de Laurent Castaingt : une dramaturgie en palimpseste, où l’imbrication entre tragique et comique glisse inexorablement du miroir à l’abîme ainsi qu’une trame musicale composée de thèmes énoncés dans le prélude et dont la réminiscence tout au long de la partition, achève de capter l’attention de l’audience"

- Musicologie, Jean-Luc VannierRead the article

"...le metteur en scène hispano-brésilien Allex Aguilera transpose lui l'action de Pagliacci dans l'Italie des années soixante-dix, en offrant une lecture percutante du drame de Leoncavallo : point de transgression facile destinée à appâter le chaland mais une démarche cohérente, fidèle à l'esprit du livret, illuminée par des détails que l'on n'oubliera pas de sitôt...

- Opera Online, Emmanuel AndrieuRead the article

... "Cette vivacité, on la doit aussi à la mise en scène scrupuleuse d’Allex Aguilera. Qu’on n’attende pas de cet ancien assistant de Robert Carsen une remise à plat révolutionnaire du livret mais plutôt une lecture approfondie de la psychologie des personnages. C’est ainsi qu’on assiste au dernier acte à une inversion des rôles: ce sont les forains portant un costume de ville qui donnent une représentation de la commedia dell’arte devant des villageois grimés en clowns. Sans doute pour mieux montrer que la crudité du réel avait changé de camp. Toujours dans le même esprit, le travail sur la gestuelle (qui est le reflet de l’âme) est aussi phénoménal que ce soit dans la moindre mimique des choristes, les tremblements de Tonio, les mines outrées et hilarantes de Colombine ou la démarche titubante de Canio. En un mot, ce n’est plus Paillasse mais Cinéma Paradiso!"

- ConcertoNet.com, Eric Forveille

Esito teatrale ancor più stupefacente per Pagliacci, che l’illuminata regia di Allex Aguilera, coadiuvato dalle scene di Rudy Sabounghi, dai costumi di Jorge Jara e dalle accuratissime luci di Laurent Castaingt, ambienta in una dimensione realistica, ma non priva di risvolti simbolici. Se “Il teatro e la vita non son la stessa cosa” - come afferma Canio - questo spettacolo ci insegna l’opposto: ossia che il vivere quotidiano, nelle laceranti miserie delle passioni umane, è come una recita alla quale tutti partecipano perché costretti dal “teatro” della vita. Ecco perché l’opera si apre, nel prologo, nel backstage del piccolo palcoscenico ambulante della compagnia di Canio, pronto per essere allestito per la gioia degli abitanti del paese che lo ospita. Gli spettatori, che nel finale dell’opera assistono dagli spalti alla tragica recita, appaiano vestiti in maschera (solo Silvio non lo è), rivolti verso il pubblico seduto in platea, come a voler dimostrare che tutti siamo attori della commedia della vita; non solo chi la recita, ma anche chi la vive vedendola rappresentata fino al consumarsi della tragedia che diventa, appunto, vita vera e vissuta. non è un caso che Canio entri in scena nel finale vestito in abiti borghesi e non da pagliaccio, perché la finzione della scena è, in quel momento, già divenuta realtà. Tutto questo è realizzato con una accuratezza registica portentosa, dove ogni gesto, studiato fin nei minimi dettagli, coinvolge e galvanizza ciascun interprete in un perfetto mix di comico e tragico, trovando compimento nella splendida direzione d’orchestra di Pinchas Steinberg, ricca di pathos e di senso teatrale del dramma, alla testa di una Orchestra e di un Coro, diretto da Stefano Visconti, in stato di grazia. 


La regia dello spettacolo lo sostiene (Nucci) e gli permette di rendere il suo Tonio emotivamente carico di fibrillazione teatrale, ora ironica, ora tragica, così come aiuta Marcelo Álvarez, al suo primo approccio nei panni di Canio, a trovare una quadratura espressiva ideale per questo personaggio. La voce del tenore argentino, sempre bella per l’impasto timbrico latino, vive la parte con passionalità tormentata e mai trucida, con quella struggente sofferenza che rende il suo “Recitar” carico di commozione, così come il finale dell’opera infuocato eppure colmo di desolata e umanissima disperazione. una prestazione davvero maiuscola, fra le più complete e toccanti offerte negli ultimi anni in questo ruolo. Anche Maria José Siri è una nedda di gran lusso, di temperamento accesso e di voce carnosa e sensuale, proiettata con avvolgente densità sonora. Buono il Silvio del giovane baritono cinese Zhengzhong Zhou, di bella presenza scenica e con voce morbida seppure toccata da un vibrato che si accentua in acuto, e assai bravo pure il tenore Enrico Casari, Peppe, che intona con eleganza la serenata di Arlecchino. uno spettacolo perfetto, accolto trionfalmente da un pubblico galvanizzato e trascinato all’entusiasmo.

- L'Opera, Alessandro Mormile

Un "Pagliacci" exceptionnel

"Les chroniqueurs lyriques vont sans doute épuiser les terminologies laudatives pour qualifier les récentes représentations de «Pagliacci» à l’Opéra de Monte-Carlo. A posteriori, il s’avère bien difficile de chroniquer un tel événement sachant que les mots resteront impuissants pour traduire l’intensité des émotions ressenties au cours du spectacle"

"... et pour parachever cette réussite, Allex Aguilera signe une mise en scène dont la simplicité n'a d'égale que l'intelligence, imaginant notamment une vue de l'action de l'intérieur du théâtre, un dispositif qui impacte le spectateur, par exemple, dans la scène finale du premier acte (Découverte de son infortune par Canio) ou dans la consommation ultime du drame (...) le public monégasque a condescendu à sortir de sa réserve coutumière pour réserver un triomphe justifié à cette production"

- L'Avenir Côte d'Azur, Yves Courmes


Teatro Verdi Trieste - Don Giovanni - Stage Director

Un Don Giovanni strepitoso al Verdi di Trieste

Stefano Pace, da pochi mesi alla direzione del teatro, ha quindi vinto la sua sfida. Ha portato a Trieste giovani artisti, Allex Aguilera, regista essenziale (a proposito sono decenni ormai che le regie sono all'osso per contenere i conti, ma Aguilera ha fatto grandi cose con pochi mezzi, e questo è talento puro), affidandosi alla bacchetta esperta di Gelmetti. E così anche un classico come Don Giovanni ha fatto breccia nel pubblico triestino, molto soddisfatto della 'prima'.

- InstArt © CatoneRead the article

Misura, attenzione, delicatezza nel nuovo allestimento del Teatro Verdi

La musica assieme al testo dicono già tutto; la regia di questo nuovo allestimento, affidata al brasiliano Allex Aguilera al suo debutto in Italia, ha saputo tenerne conto evi si è avvicinata con delicatezza, partendo dalle fonti ad essa precedenti.

Il mito di Don Giovanni, che continua ad essere ben presente anche oggi, ha potuto così essere liberato da quello che era stato detto o scritto nei decenni e secoli successivi alla prima esecuzione assoluta, avvenuta a Praga il 29 ottobre 1787, per ritornare allo spirito che ne aveva determinato la realizzazione. Operazione non semplice, resa possibile anche grazie alle luci di Claudio Schmid, ai costumi di William Orlandi e alla scenografia “metafisica” di Philippine Ordinaire, per la prima volta in Italia, che ricordando le piazze di Giorgio De Chirico o di Carlo Sbisà, ha permesso una contestualizzazione atemporale di un’opera il cui protagonista, più che un carattere in senso tradizionale risulta essere un principio di energia che porta disordine, incapace di provare passione, ma soltanto sensazioni, un “amorale assoluto”, totalmente indifferente alle norme etiche che regolano la convivenza civile, che concluderà la propria esistenza, positiva e negativa al tempo stesso, nel segno della coerenza; sempre presente nello sviluppo della trama anche quando manca dalla scena, intorno alui tutti gli altri personaggi si incontrano e possono restare legati soltanto finché vi si trovano in relazione; elemento questo messo in rilievo primariamente dalla musica che enfatizza le peculiarità individuali, soprattutto nelle scene d’assieme, nelle quali ognuno si esprime secondo la propria natura, classe o censo.

La morte è qui presente fin dall’inizio, a partire dall’Ouverture a sipario alzato, in cui i mimi si muovono apparentemente a ritroso. Le statue, presenti in scena per tutto il tempo, sorprenderanno il pubblico alla fine dello spettacolo.

Allex Aguilera, regista essenziale (a proposito sono decenni ormai che le regie sono all'osso per contenere i conti, ma Aguilera ha fatto grandi cose con pochi mezzi, e questo è talento puro), affidandosi alla bacchetta esperta di Gelmetti. E così anche un classico come Don Giovanni ha fatto breccia nel pubblico triestino, molto soddisfatto della 'prima'.

Ben venga quindi una messinscena preparata con cura, considerando con intelligenza ogni singolo aspetto, di un’opera lirica eterna alla quale, a maggior ragione, deve essere reso il giusto omaggio.

- Corriere dello Spettacolo, Paola PiniRead the article

Gran gala sobrio per la prima della stagione lirica del “Verdi” che apre con uno straordinario “Don Giovanni”

Gran gala sobrio per la prima della stagione lirica del “Verdi” che apre con uno straordinario “Don Giovanni” (...) un cast d'eccezione ad una regia che ha trovato la totale approvazione del pubblico.“
(...) Gran gala sobrio per la prima della stagione lirica del “Verdi” che apre con uno straordinario “Don Giovanni”


(...) L'allestimento,Gran gala sobrio per la prima della stagione lirica del “Verdi” che apre con uno straordinario “Don Giovanni”


(...) L'allestimento ha offerto un impianto scenico imponente di stile neoclassico, evitando le banali contaminazioni moderne in una articolata mobilità fatta di pareti e cancelli scorrevoli lungo i quali i personaggi e le intricate vicende si susseguono snelli nelle articolate effusioni liriche. Molto apprezzata la regia del brasiliano Allex Aguilera, che sul palcoscenico ha portato alcuni mimi di strada ad impersonare le statue, che nel finale prendono vita regalando inaspettati effetti speciali.

- Trieste Prima, Alessandra RessaRead the article

La scena del banchetto finale, reinterpretata come un'ultima cena nella quale Don Giovanni-anti Cristo proclama la propria fede terrena, illumina l’impostazione registica che Allex Aguilera ha ipotizzato per l'inaugurazione della Stagione Lirica al Teatro Verdi di Trieste. Il cavaliere licenzioso, affidato all’eccellenza vocale e scenica di Nicola Ulivieri, non solo accentra e manipola le vite altrui ma, dissestando le identità consolidate, porta ogni anima fuori da sé (se-duce), svela ambiguità latenti, distrugge false illusioni e getta le basi per una ricostruzione ontologica che vada oltre i muri e i cancelli imposti dalle leggi morali e religiose, secondo la felice intuizione scenografica di Philippine Ordinaire. Attraverso la fascinazione del piacere e dell’Eros Don Giovanni ruba il fiore dell’innocenza (di cui la vivace Zerlina di Diletta Rizzo Marin è simbolo) e “cangia la sorte” delle esistenze: Donna Anna (l’intensa Raquel Lojendio) e Donna Elvira (l’appassionata Raffaella Lupinacci) scoprono il fuoco irresistibile dell’erotismo, mentre Don Ottavio (un Luis Gomes la cui vocalità non sempre convince) da padre-amico si muta in compagno affettuoso. Se Masetto (Gianpiero Ruggeri) dona volto alla ribellione contro l’auctoritas, Leporello rivela con lo spigliato Carlo Lepore l’intraprendenza salace e l’opportunismo celati sotto l’obbedienza servile; infine il Commendatore (Andrea Comelli) si trasforma da uomo-salma, quale appare nella scena dell’omicidio, in audace proiezione metafisica. L’eleganza misurata dei costumi curati da William Orlandi e delle luci di Claudio Schmid si sposano con l’equilibrata direzione di Gianluigi Gelmetti, mirabile soprattutto nei concertati e nel seguire le trasformazioni psicologiche dei recitativi accompagnati. Caldo successo.

- Letizia MichielonRead the article

(...)la presenza scenica, la recitazione ed i movimenti nello spazio di tutti gli elementi sono curati per una regia quasi televisiva, che intrattiene l’occhio e non solo l’orecchio del pubblico.


Nel suo Don Giovanni, Aguilera riesce a combinare elementi tradizionali a tecniche e scelte di regia moderne nel loro stile essenziale, mettendo in primo piano i cantanti e lasciando a tutto il resto il ruolo di un contorno strumentale ma non intrusivo.

- RadioincorsoRead the article


Gran Teatro Nacional, Lima - Lucia di Lammermoor - Stage Director; Sets and Light Designer

"Nunca, en los últimos tiempos, había visto al público peruano tan emocionado, tan sincero y tan enloquecido como anoche en la función final de Lucia di Lammermoor, ópera que volvió a Lima después de poco más de una década gracias al Festival Internacional de Ópera Alejandro Granda y a su director artístico Ernesto Palacio."

"La producción, realizada por el regista Allex Aguilera, resulta minimalista, sobria y por momentos simbólica (la mesa roja en la escena Lucia – Enrico / Lucia – Raimondo; los pétalos de rosa cayendo al inicio de la Escena de la Locura o el final de la misma en que Lucia se cubre con su velo para “descansar en paz”)

El desplazamiento de los protagonistas fue adecuado y justo, con detalles sutiles a destacar. Por ejemplo: apenas termina la escena entre Enrico y Lucia vemos que ya ingresó Raimondo, y justo antes de la salida del primero, ambos cruzan miradas y Ashton hace un gesto como ordenándole “ahora haz tu trabajo y convéncela”. Otro momento a destacar por sus movimientos es la Escena de la Locura, la cual pude ver desde diversos ángulos en el teatro (entre el preestreno del domingo y la última función de anoche) y el cuadro más bello se aprecia desde los pisos superiores, con un coro sentado y estático, pero una Pratt que aprovecha eso para desplazarse y exponer a una enloquecida y desolada joven, que no sabe qué más hacer, a dónde ir, ni a dónde mirar, en medio de su delirio (incluso justo antes de la frase “Ah! No, non fuggir, Edgardo”)

"...el público salió más que encantado por la presentación en su conjunto. Prueba de ello las ovaciones y griterío causado al final de la ópera, terminando todo casi a las 23:30 horas.

El Perú no solo debe enorgullecerse de tener un gran e importante festival de ópera, sino también a un inteligente director artístico como Ernesto Palacio, que selecciona y arma muy bien a sus elencos para presentar funciones memorables. Con esta Lucia di Lammermoor, el Festival Internacional de Ópera Alejandro Granda, sin duda, se ha consagrado.

- Pablo Macalupú-Cumpén

"Mucho se esperó del regista hispano-brasileño Allex Aguilera y las expectativas fueron colmadas sobradamente. Su visión, tal como lo dijo en sendas entrevistas, ha sido poética y centrándose en lo esencial, destacando, entre todos los aciertos, la escena del dúo entre Enrico y Lucia y luego entre Lucia y Raimondo. La escena de la locura lo vio como un teatro griego, con el coro apenas observando el drama de Lucia, potenciando así la soledad del personaje. Los hombres dándole la espalda en ese momento tan crucial y las mujeres señalándola con el dedo como culpable de su tristeza y locura. Todo un acierto la iluminación sombría y nocturna y el uso de los espacios por los solistas"

"Con pocos recursos tanto material como de tiempo, el nivel artístico que se alcanzó en el Gran Teatro Nacional podríamos decir que fue todo un milagro. El público agradecido ovacionó a todos los integrantes de esta legendaria Lucia en el Perú. Habrá un antes y un después.

- Camello Parlante, Antonio B. Carnonell


Theatro Municipal do Rio de Janeiro, Brazil - Carmen - Stage Director, Sets Designer

Esse ato (IV) aliás, começou com uma projeção em vídeo de touros em cenas fofas na natureza (como um lambendo a cabeça de outro) emendadas com a violência das touradas: uma boa ideia do diretor Allex Aguilera. Outra boa ideia dele foi não exagerar nas projeções (...) As mesmas estruturas cênicas são usadas nos quatro atos, ora uma taberna, ora uma arena de touradas. A criatividade do diretor foi essencial para executar essas transformações de forma elegante.

- Jornal O Globo, Eduardo Fradkin


Amazonas Teatro, Manaus, Brazil - Yerma - Stage Director, Costumes

A montagem de "Yerma", sob a responsabilidade de Allex Aguilera, associou balé à concepção cênica de maneira arriscada. Um casal de bailarinos representava também, junto com os cantores, o casal protagonista. Havia, portanto, duas Yermas, dois Juans, um par que canta, outro que dança.

Tal solução permitiu harmonizar a dualidade entre realismo e símbolo, própria ao texto de Lorca. Com os cantores, o desespero se arranca do ventre com violência. Com os bailarinos, ele se espiritualiza. O resultado de tudo isso junto, música, dança, canto, drama, brilharia em qualquer grande teatro do planeta.

- Folha de São Paulo, Jorge Coli


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